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Glossario dell’indipendenza

di NESXT

Non profit e no profit

Non profit e no profit, in linea generale, sono espressioni utilizzate per le attività condotte senza scopo di lucro, i cui utili vengono reinvestiti in nuovi progetti; nel campo delle pratiche indipendenti, esse vanno a indicare un agire smarcato da logiche di mercato, che solo può garantire autonomia di pensiero e libertà di espressione. La produzione culturale, d’altro canto, non può essere ridotta a mero bene di consumo, e i profitti che genera non sono misurabili con semplici metriche economiche. Essa deve basarsi su parametri diversi, su dinamiche di condivisione e non di competizione, su processi orizzontali e non verticali; sull’arricchimento, prima che sul lucro. No profit dunque come visione, atteggiamento mentale, prima ancora che pratica.

Olga Gambari

 

Osservare

Adieu. Bientôt va… finir… une certaine manière de voir, così Monsieur Teste, il bizzarro personaggio saltato fuori dalla penna di Paul Valéry, si congeda dal lettore. Il verbo vedere può essere considerato, per sinonimia, parte della duplice accezione del verbo osservare: osservare in quanto azione di senso legata alla vista, ma anche osservare in quanto comportamento connesso alle circostanze. Secondo Jonathan Crary, l’osservatore infatti non è solo colui che vede, ma anche colui che «osserva le regole», si conforma ad esse nel rispetto di quelle pratiche sociali inquadrate in un sistema di convenzioni e limitazioni che ne influenzano, a loro volta, la percezione.

Serena Carbone

 

Pratica

Pratica è concretezza, esperienza, conoscenza. È un percorso attraverso cui l’astrazione del principio teorica si formalizza in realtà, il banco di prova di un potenziale in nuce. Proprio questo era il significato intimo e originario della parola πρᾶξις – praxis in greco. Ed è nella pratica che si fonda la dimensione indipendente, nel luogo del processo che deve portare necessariamente a una produzione culturale e di pensiero. La pratica è quindi lo spazio delle relazioni e della parola, della ricerca, degli esperimenti, della condivisione.

La galassia indipendente è un’infinita declinazione di pratiche, incensibili, in mutazione continua, serbatoio prezioso e avanguardista di modelli e stimoli per altri ambiti sociali.

Olga Gambari

 

Progetto

Per muoversi nella ‘Zona’, dove Andrej Tarkovskij ambienta il film Stalker (1979), i personaggi devono lanciare davanti a sé un sasso che indica loro la strada da prendere. Coniugando in questo gesto volontà e arcane combinazioni del caso, si illustra il significato profondo di ‘progettare’, che deriva dal latino tardo ‘proiectare’: ‘gettare avanti’.

Contaminandosi con le variabili del lavoro di gruppo, con il rapporto aperto e sperimentale con le comunità in cui agiscono, con la relativa libertà che deriva dal loro ritenersi autonomi rispetto al sistema, gli Spazi Indipendenti recuperano la consapevolezza di un’alea nel loro progetto che li svincola dalla meccanicità un po’ arida della pianificazione istituzionale e commerciale.

Pietro Gaglianò

 

Relazione

La relazione è un’azione intersoggettiva, una comunicazione che avviene tra due o più soggetti in uno spazio e un tempo comune. La relazione implica una risposta che non concerne solo la componente fattuale/oggettuale ma anche e soprattutto emozionale/comportamentale; allora le si potrebbero associare le parole contingenza e immaterialità. «Annotare naturalmente questa data, ora, minuto, sul ready-made come informazioni». Il ready made è prima di tutto un appuntamento: un avvicendarsi imprevedibile che apre alla conoscenza se non nell’istante in cui accade e si appare. Prima è stata la realtà, poi l’inconscio, dopo la società: oggi la relazione tiene insieme questi tre elementi.

Serena Carbone

 

Rete

Prima dell’avvento di internet con il termine rete si indicava l’intreccio di fili di diversi materiali, incrociati ed annodati tra loro in modo più o meno regolare in modo da ottenere un sistema connesso e funzionale che lasciasse spazi liberi. Oggi i nodi della rete sono interconnessioni di fili (canali di comunicazione) per lo scambio di dati e messaggi.

Traslato nell’ambito degli spazi di produzione indipendente, la rete creata diventa sistema di scambio e di interconnessione, di divulgazione e di intreccio dei contenuti. Una serie di nodi (spazi) e fili (rapporti) che diventa sistema omogeneo attraverso l’opera di tessitura di un sarto (creazione indipendente). La rete così creata assume la funzione di irretire – etimologicamente “avvolgere con una rete” – il sistema costituito e in questo modo relazionarsi/sostituirsi/sovrapporsi ad esso.

Lorenzo Balbi

 

Ricerca/sperimentazione

Da produttori a consumatori, da consumatori a consumati citando Benjamin Barber. Per non essere consumatori tout court e men che meno consumati, occorre dunque ritornare a essere produttori. Per fare ciò ricerca e sperimentazione sono necessari. Questo il senso della sperimentazione nelle pratiche indipendenti: non c’è un margine entro il quale definirsi quando piuttosto un atteggiamento critico di continuo riposizionamento nei confronti dello spazio, dell’immagine, dello statuto stesso che legittima l’opera d’arte. L’occhio critico vede oltre le quotidiane associazioni, rivisita il passato, frattura il presente e apre un varco spregiudicato sul mondo attuale. Curiosità, impegno, passione, metodo, conoscenza così si scrive il futuro.

Serena Carbone

 

Spazio

Lo spazio è un elemento costitutivo nella definizione del binomio di Spazi Indipendenti. La presenza di uno spazio caratterizza una continuità, variabile, dell’attività: si agisce in quanto spazio e questo diviene un terminale di visioni, progetti, confronti e possibilità.

La qualità fisica dello spazio è il punto di contatto con la verifica al cospetto del pubblico: quello transitorio del mondo dell’arte e quello permanente delle comunità in seno alle quali si agisce.

In forza della loro indipendenza, gli Spazi possono conferire una natura nomade alla propria collocazione, sfruttando le reti che contribuiscono a creare. Lo spazio assume quindi in sé la ricerca di definizione di cosa l’arte fa in quanto indipendente.

Pietro Gaglianò

 

Territorio

Smagliato, polimorfo, alienato, conflittuale, smaterializzato, normato, ritessuto, evocato, immaginato, il territorio è un soggetto inquieto. Qualsiasi sia la sua condizione, nondimeno nella Costituzione si trova il presupposto della sua iscrizione come bene comune (P. Maddalena, 2014). Dalle definizioni giuridiche o funzionaliste, la plurivoca nozione di territorio porta a riconosce la natura relazionale e processuale che lo qualifica, considerandolo un «organismo ad alta complessità, un neoecosistema in continua trasformazione» (A. Magnaghi, 2000). Comprendere la posta degli attori in campo che si giocano la partita nella scrittura fisica e simbolica del territorio è una necessità di ogni progetto operoso anche su questa scala.

Alessandra Pioselli